Google Chrome 80 – Un update a favore della privacy e sicurezza

Chrome privacy

Google Chrome 80 – Un update a favore della privacy

Google Chrome, uno dei più noti ed utilizzati browser a livello mondiale su dispositivi desktop e mobile, ha finalmente dichiarato guerra allo spionaggio degli utenti bloccando i cookie di terze parti.

Cosa sono i cookie

I cookie sono piccoli file di testo salvati all’interno del browser dove possono essere salvate numerose informazioni. Come ad esempio i siti che visiti, quanto tempo gli guardi, con quali elementi interagisci e molto altro. Come ad esempio il tracciamento degli utenti per scopri di marketing.

Limiti introdotti dal GDPR

Già nel maggio del 2018 con l’uscita del regolamento europeo GDPR il tracciamento per scopi di marketing sarebbe dovuto essere disabilitato di default, tuttavia, ad oggi, non sono molti i siti web che si sono adeguati correttamente alla normativa.

Cosa ha introdotto l’aggiornamento di chrome 80

Google chrome interviene ora introducendo un sistema di classificazione inedito per i cookie. Questo spingerà gli sviluppatori a indicare l’attributo SameSite per quelli creati durante la navigazione, associandovi i valori None per autorizzarne la distribuzione su altri domini, Strict per consentirne l’utilizzo solo su un dominio e Lax per specificare le restrizioni da applicare alle richieste.

In altre parole, i gestori dei siti dovranno esplicitare come vanno considerati e trattati i cookie. In caso di mancata indicazione dell’attributo, Chrome li considererà come solo first party e dunque non distribuibili mediante siti esterni. Così facendo il browser sarà in grado di accedervi solo se l’URL in essi specificato corrisponde a quello del sito visitato o quando il sito di destinazione si basa sul protocollo sicuro HTTPS.

È possibile che il forzare l’implementazione di questo nuovo metodo possa provocare malfunzionamenti in portali o servizi online che fanno leva sul cross-site tracking. Ad esempio, includendo nelle proprie pagine widget o elementi legati a programmi di affiliazione.

Tuttavia, la funzionalità ancora è in fase di studio e Google assicura che fino a fine mese non ci saranno blocchi catastrofici e anche dopo, i limiti verranno implementati nel tempo raccogliendo feedback e migliorando le funzionalità.

 

 

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